Le accuse di Guglielmo a Caruso
Pubblicato da mido59 su 14 gennaio 2009
ANDRETTA- La campagna elettorale nel comune altirpino è cominciata con netto anticipo, in linea con la fine anticipata del consiglio, in seguito alle dimissioni dei consiglieri di minoranza e parte della maggioranza. Il dibattito a distanza continua pure quello. E già forti sono le polemiche, che fanno da prologo al clima che si annuncia ancora più caldo, quanto più ci si avvicinerà alla scadenza elettorale. L’ex sindaco Giuseppe Guglielmo, anche ex consigliere comunale di minoranza, è tra i promotori di una serie di iniziative pubbliche in cui, insieme con altri esponenti locali, sono state fatte denunce pure molto forti, all’indirizzo della ex amministrazione vicina a Caruso. E Guglielmo torna a intervernire, intanto fissando dei paletti che sintetizza in tre punti, quando parla dell’etica dell’ex sindaco Caruso, che definisce «torbida come coerenza e linearità; molto trasparente, invece, come non coerenza e non linearità comportamentale a tutela della popolazione; poco credibile come giustifica delle azioni di guida poste in essere per il paese di Andretta».
A cosa si riferisce, dottor Guglielmo?
«Alcuni giorni fa, sul Corriere, è stato pubblicato un articolo che trattava dell’ex consigliere di maggioranza Arace il cui contenuto, tra l’altro, parlava di verità tangibili, riscontrate e riscontrabili sul sito “emergenzarifiuticampania.it”». L’ex sindaco, nella replica, pubblicata su Irpinianews, invece, è stato sfuggente circa le argomentazioni trattate dal suo ex consigliere di maggioranza». Che considerazioni fa, dunque? «Ciò induce a delle riflessioni, le quali possono avere valenza generale o prettamente localistica, a seconda della lettura che si vuole dare alle argomentazioni trattate dai lettori».
Allora faccia questa analisi.
«Prima di tutto: non si sa quali sono le verità che dovranno venire a galla. Per intanto ci sono quelle che sono state pubblicate su tale articolo e sicuramente, non sono notizie date con il beneficio dell’inventario, tantomeno “gratuite insinuazioni” a meno che i contenuti di elenchi di professionisti contenuti in atti pubblici, attinenti la questione rifiuti, sono insinuazioni. Chiaramente così non è».
Il secondo aspetto?
«La questione rifiuti porta la mente diritta sul Formicoso. Territorio interessato da ben 15 anni da una lotta vera contro la realizzazione della discarica, da parte delle popolazioni altirpine, le cui origini sono estrazione della terra e proprio perché appartenenti ad essa, l’hanno difesa in maniera autentica, leale, con ogni ogni mezzo e forma civile di azione ostativa. Un dato è certo: lo hanno fatto e continueranno a farlo senza minimamente considerare, sia come professionisti, sia come imprese o semplici cittadini, aspetti diversi da quelli della tutela del proprio territorio».
A cosa portano queste considerazioni?
«In merito alla discarica, importante è, invece, ad oggi, l’avvenuta smilitarizzazione del sito e lo smantellamento del villaggio militare con relativa rimozione del filo spinato nonché ripiegamento di uomini e mezzi militari. Valutando tale aspetto, si ripone la massima fiducia negli organismi preposti nonché nei rappresentanti politici a qualsiasi livello considerati, affinchè la parola rifiuto possa essere considerata come “sostantivo” e non come “verbo” nel senso di rifiuto, da parte degli organi di cui innanzi, di addivenire, una volta e per sempre, alla soluzione del problema dei rifiuti in maniera definitiva ( realizzazione di impianti a norma, termovalorizzatorì, raccolta differenziata, etc.. ) lasciando le popolazioni dell’alta Irpinia e del Formicoso con il loro territorio e con le relative risorse che riesce a dare. Sanno vivere di stenti e sacrifici, non sono interessate ad altro».
Veniamo all’altro aspetto prettamente localistico.
«La citata replica dell’ex sindaco di Andretta è da ritenersi vergognosa nei confronti dei sindaci, del territorio, di chi il due ottobre ha partecipato quale fronte unico e quale scudo umano contro la realizzazione della discarica sul Formicoso. Ora si che ci vogliono le “diecimila” scuse pubblicate qualche tempo fa sui giornali. Peccato che non sono arrivate quelle relative ai reiterati comportamenti di inciviltà, non appartenenti alla nostra cultura, che si sono consumati nello scorso anno sotto la guida sempre dell’ex amministrazione Caruso».
Che cosa vuole dire?
«L’ex sindaco, a commento del famoso elenco di tecnici, al fine di non lasciare l’opinione pubblica in una non ben definita e argomentata chiarezza, forse avrebbe fatto bene, se posizione chiara avesse preso, a dire: ” non mi interessa più la volontà politica …dell’ex vicesindaco, ete, etc, ..” Però ognuno è libero di decidere delle proprie posizioni, di avallare o meno talune situazioni e di giustificarsi come meglio credo portando a giustifica argomenti anche in forte contraddizione. Come si può essere credibile dopo simili comportamenti?. Viene spontaneo pensare che la linearità comportamentale e la coerenza sono stati ingredienti non graditi all’ex sindaco. Non si può rinnegare di essere stato padre dopo otto giorni, altrimenti i figli si chiedono:ma finora, abbiamo avuto un padre non padre o un non padre? Sarà stata la mancanza dell’analisi ammino-logica di questo anno e mezzo di amministrazione».
Più dentro le cose?
«Trincerarsi solamente e semplicemente dietro un aspetto prettamente temporale di differenziazione di date tra lo scioglimento della amministrazione comunale e la presentazione di candidature professionali pertecnici progettisti relativamente ad impianti per lo smaltimento di rifinti in Campania non è rispondere per la tutela della collettività».
E allora?
«Pertanto, viene spontanea la domanda: dov’è finita l’etica di un ex sindaco? E come si può difendere un territorio dall’aggressione di un qualcosa se si utilizzano altri territori destinati al medesimo destino per scopi professionali? Nella vita bisogna scegliere: o di essere difensori, garanti dei territori oppure di essere altro e cioè di essere garantiti professionalmente dai territori. Eticamente, non si può avere un piede in due staffe. Non è concepibile nemmeno l’intenzionalità ad agire, figuriamoci la concreta candidatura quali professionisti».
Dottor Guglielmo, veniamo all’altro argomento: eolico. Anche qui, si parte dalla citata replica dell’ex sindaco su Irpinianews.
«Ecco, come si fa a dire di non aver ingannato né la cittadinanza né gli altri amministratori comunali se l’ex sindaco che si è professato da sempre contro l’eolico ha partecipato, da solo, alla conferenza di servizi indetta dalla Regione Campania il giorno 13 marzo 2008 per l’installazione di un impianto eolico nel Comune di Andretta dando la disponibilità di massima alla realizzazione dell’impianto a insaputa di tutti ( popolazione e altri amministratori comunali)?».
Quindi lei sostiene che ci sarebbe stato inganno?
«Mi pare proprio di sì, e la verità, altro che verrà,… è venuta a galla!. Infatti, in merito all’eolico, già lo scorso 26 gennaio 2008 l’ex minoranza aveva, tra l’altro, anticipato che in caso di conferenza di servizi il sindaco …(omissis) ….lo farà con una decisione consiliare e non a titolo personale. La conseguenza è stata che, il 13 marzo 2008, a distanza nemmeno di due mesi, l’ex sindaco ha sottoscritto la conferenza di servizi, a insaputa della cittadinanza e degli altri amministratori comunali. Come si può definire tale comportamento se non che ingannevole di per sé è poca cosa rispetto a quanto posto in essere? Dov’è finita l’istituzionale correttezza comportamentale nella trasparenza della coerenza? Ma, come suol dirsi, (con una leggera modifica): tra il dire e …il fare (l’amministrare) c’è di mezzo il mare. Né si può giustificare, la disponibilità di massima data, con la verifica successiva delle ricadute occupazionali e sociali in quanto queste ultime si dovevano approfondire, eventualmente, prima di dare la disponibilità. Dopo, che senso hanno? Ma pure questa giustifica non regge se si era contro la realizzazione dell’eolico, altrimenti, ancora una volta si ingannano la cittadinanza e gli altri amministratori. Contro significa contro».
Lei non fa sconti, su tutta la linea, a quanto pare.
«Ma basta aggiungere che non regge il fatto che la disponibilità di massima è stata data nella consapevolezza che la normativa vigente non da molto potere contrattuale ai comuni.
A maggior ragione (sempre se si era contro l’eolico), bastava, proprio per questo, dare il parere contrario e rientrare dalla Regione con trasparenza, coerenza e correttezza nel rispetto di quanto asserito e trasmesso nel tempo ai proprì cittadini. Evidentemente, però, forse, non si era contro l’eolico come sindaco, ma solo come cittadino, pensando di “ingannare” e non si capisce bene a questo punto della simulata recita, se il sindaco, gli altri amministratori o i cittadini.
La lettura della nota su Irpinianews a questo punto della disamina, forse, è chiara e se non si hanno gli occhi chiusi i cittadini possono, parimenti, leggere se, per la collettività, la crisi dell’amministrazione è stata un bene o no per il paese e le sue prospettive future».








