Rocca San felice – Esplode la protesta contro l’eolico
Pubblicato da mido59 su 9 febbraio 2009

Le pale della discordia. Già ne esistono 25, installate nella campagna a ridosso dell’abitato di Rocca San Felice, ne vorrebbero installare altre 37. Molti hanno già sottoscritto le concessioni del suolo ma sono pronti a fare marcia indietro sull’onda d’una protesta popolare che si è trasferita immediatamente in consiglio comunale. E ora montano paura e protesta. Le 37 pale eoliche, altezza di 90 metri ciascuna, a 150-200 metri dalle abitazioni, suscitano preoccupazione e proteste. In consiglio comunale la voce della gente s’è fatta sentire. E il giorno 3 febbraio 2009, alle 18.30, in piazza, c’è stato incontro tra la popolazione locale e il comitato anti-elettrosmog della provincia di Avellino per fare il punto della situazione. «Siamo stati chiamati dalla popolazione di Rocca San Felice – afferma Gianfranco Turis, a nome del comitato provinciale contro l’elettrosmog – perché è fortissima la preoccupazione della gente per questa ondata di installazioni di pale eoliche che si intendono innalzare sul territorio locale. A pochissima distanza dalle civili abitazioni. Occorre coinvolgere l’amministrazione comunale e, se necessario, tutti gli organismi competenti. Occorre assicurare, in primo luogo, la salute pubblica». Un’altra battaglia s’annuncia, insomma, nella valle d’Ansanto, in un territorio finora preservato per la sua bellezza naturalistica. Un luogo ricco di storia e di suggestioni, basti ricordare solo il santuario di Santa Felicita e i luoghi della Mefite.
A richiamare la popolazione ad una pubblica assemblea è stato utilizzato questo annuncio apparso nelle strade di Rocca:
Per gli amministratori comunali di ROCCA SAN FELICE (AV)
e per tutti coloro che sono interessati
oggetto:
Discussione, chiarimenti ed eventuali in merito alla realizzazione del doppio parco eolico, siti in c.da Carmasciano e c.da Valli.
LA REALIZZAZIONE DI UNO O PIU’ PARCHI EOLICI E’ UNA INIZIATIVA “MOLTO SERIA” CHE INTERESSA TUTTI I CITTADINI DI UNA COMUNITÀ O DI UN PAESE CIVILE E DEMOCRATICO COSI’ COME DOVREBBE ESSERE QUELLO DI ROCCA SAN FELICE.
TALE DECISIONE BISOGNAVA RENDERLA PUBBLICA ANCOR PRIMA DI DELIBERARLA AL CONSIGLIO COMUNALE TENUTOSI IL 18 DICEMBRE 2OO8. QUELLI CHE COME NOI, (DA SEMPRE E ”ANCORA CITTADINI” DI ROCCA SAN FELICE) NON ESSENDO ASSOLUTAMENTE A CONOSCENZA DI UNA DECISIONE COSI’ ”SERIA E IMPORTANTE” E CHE VA BEN OLTRE I PROPRI INTERESSI O QUELLI ECONOMICI E FINANZIARI DI UN COMUNE E POICHÉ’ VIOLA IL CODICE DEL DIRITTO SACROSANTO ALLA SALUTE DI OGNI CITTADINO, DELLE PROPRIE FAMIGLIE, HANNO DECISO CHE PER IL GIORNO MARTEDI’, 3 FEBBRAIO ‘O9 ALLE ORE 18,30 PRESSO IL PUB “DONJON” SITO IN P.ZZA SAN FELICE, ROCCA SAN FELICE (AV) SI TERRA’ UN INCONTRO FRA CITTADINI INTERESSATI E AMMINISTRATORI RESPONSABILI, CON LA PREZIOSA PRESENZA DI UN ESPERTO ELETTROMAGNETOLOGO E DI ENERGIE ALTERNATIVE DELLA PROVINCIA.
L’esito dell’incontro si può sintetizzare così: A seguito del meeting, avvenuto martedì 3 febbraio nella piazza principale del paese, che aveva come tema la spinosa questione dell’installazione di trentasette nuove pale eoliche sul territorio del comune irpino, il presidente del comitato antielettrosmog della provincia di Avellino, Gianfranco Turis, si dice molto soddisfatto dall’incontro con i cittadini. «Sono sicuro – dice Turis – che a breve partiranno numerose iniziative per bloccare la loro installazione; iniziative che potranno sfociare anche in un ricorso al Tar». Turis non si dice contrario a fonti di energia rinnovabile ma allo sfruttamento inutile e inadeguato delle suddette energie.«Dietro a questi benedetti “Parchi Eolici” – chiarisce – c’è un grande bisness. Si può effettivamente parlare di truffa. L’eolico, come conferma la società Enel non può in alcun modo risolvere il problema energetico in Italia. Il nostro paese importa l’88% dell’energia elettrica per il fabbisogno della popolazione italiana e ne produce il 12%. Lo sfruttamento al massimo dell’energia, eolica su tutto il territorio nazionale non produrrebbe più. del 3%, quantità assolutamente insufficiente al fabbisogno dei cittadini. L’utilità dell’eolico andrebbe circoscritta atta risoluzione dei problemi locali o del singolo individuo». C’è inoltre da dire che l’installazione delle pale eoliche in Italia risulta molto più costosa rispetto a paesi come la Germania, dove lo sfruttamento di questa energia è ottimizzato. «Questo – continua il presidente antielettrosmog – ci porta ad una considerazione precisa. Gli interessi intorno all’affare energia eolica sono di natura esclusivamente economica. Si sono negli ultimi anni palesate figure come quella dei procacciatori che intercedono per società straniere riuscendo ad ottenere autorizzazioni di costruzione dalle amministrazioni locali. Un Parco Eolico può fruttare alla società proprietaria circa trecentomila euro all’anno e se si pensa che al contadino, che di solito affitta il terreno su cui sorgono, fratta invece al massimo duemila euro annui tutto sembra paradossale. In un paese come quello di Rocca San Felice le 25 pale già presenti sorgono in una zona dove quotidianamente pascolano le capre che producono il famoso formaggio Carmasciano. Le amministrazioni dovrebbero diventare imprenditrici di se stesse e scegliere con più cura i luoghi adibiti alla costruzione di tali strutture per evitare drammi nel prossimo futuro. A parer mio l’Italia potrebbe puntare molto di più sul fotovoltaico ma evidentemente gli interessi sono ancora forti».








