
Andretta 2 ottobre 2009.
Dalle pagine del Corriere Irpinia scopro che anche ad Andretta c’è stata, in queste ultime sere, una riunione degli iscritti del partito “PD-che-ha-votato-il-sindaco“. Leggo anche che si è votato per la scelta del segretario nazionale e del segretario regionale. Per non rinnegare le proprie buone abitudini, chi ha organizzato l’assemblea si è preoccupato di fare le convocazioni ad personam, scegliendo con cura i partecipanti: solo gli iscritti del “PD-che-ha-votato-il-sindaco“. Inizialmente la riunione era prevista per il 27 settembre, come risultava dalle pagine del Corriere I., poi invece si è svolta il giorno 30 settembre. Come per il tesseramento, durante le vacanze estive, non è stato affisso nemmeno uno straccio di avviso che informasse gli interessati, tutto è stato fatto in silenzio, per telefono, come se si trattasse di una riunione massonica. Diversi simpatizzanti PD che però non fanno parte del “PD-che-ha-votato-il-sindaco“, da me consultati, hanno risposto di non essere stati avvisati, aggiungendo che avrebbero voluto partecipare con piacere all’incontro. Questo modo di fare induce a pensare che probabilmente non c’era l’intenzione di fare le cose alla luce del sole, o delle lampade, e l’esclusione di probabili rompipalle fa nascere il sospetto che c’era il progetto di ripetere le votazioni nello stesso modo usato in occasione delle ultime primarie: aumentare i votanti usando fotocopie di documenti di riconoscimento, di persone, forse, addirittura inconsapevoli. Se succedono cose di tale squallore, per eventi così insignificanti (il voto di Andretta non avrà nessun peso nella scelta di Bersani o Franceschini) e se si tenta di dividere anzichè unire i pochi iscritti e simpatizzanti PD, allora non riesco a immaginare un titolo più appropriato alla situazione sociale e politica del nostro paese. Andretta è a mancùso !!!!
*** per chi non è esperto di modi di dire andrettesi, Andretta è a mancùso significa che il mio paese è come un terreno esposto a nord dove non batte mai il sole e dove non potrà mai nascere niente di buono.
Michele D’Onghia














