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Archivio per la categoria ‘fotovoltaico’

Eolico-Pubblica Assemblea a Rocca San Felice

Pubblicato da mido59 su 18 febbraio 2009

 

L’ASSOCIAZIONE  CULTURALE 

” CIVITAS  LONGOBARDORUM  TERZO  MILLENNIO “

Al fine di divulgare una più corretta informazione sui rischi alla salute umana generati dai campi elettromagnetici  ed in particolare dall’eolico, si organizza sabato 21  c.m. alle ore 18:00 presso il centro sociale di Rocca San Felice un’assemblea pubblica dove interverranno gli esperti  dr. Gianfranco Turis e Rosalia Passaro.

Sono invitate le cittadinanze e tutte le Autorità territoriali

Il Presidente      dr. Gerardo Di Leo

 

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Aggiornamenti sull’eolico di Rocca San Felice

Pubblicato da mido59 su 17 febbraio 2009

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Interessanti novità sono emerse negli ultimi giorni sulla questione eolico che sta interessando i cittadini del comune di Rocca San Felice.  Infatti il consigliere e capogruppo di maggioranza al comune, Raffaele Forgione interviene in merito alla questione del parco eolico. E non si limita a esprimere un punto di vista, poiché in seguito alle manifestazioni da parte dei cittadini e alla presentazione di un esposto sulla vicenda, chiede «la convocazione di un consiglio straordinario e urgente aperto alla cittadinanza per ridiscutere e rettificare eventualmente la delibera già adottata dal consiglio». E qualcosa da definire meglio secondo Forgione resta: «si poteva, e si potrebbe ancora, affrontare la questione delle fasce di protezione e individuare una delimitazione più precisa dell’area dove far sorgere il parco». Un aspetto importante, da non sottovalutare secondo il consigliere che ricorda come la zona è delimitata da una lato «dall’area di carmasciano, dove si produce il formaggio locale, e per il quale in futuro si potrebbe pensare di chiedere la certificazbne Dop, e dall’altra la Valle d’Ansanto, un luogo vitale dal punto di vista turistico. Ci sono quindi, vincoli territoriali, per così dire, e di sviluppo turistico e culturale di cui tener necessariamente conto. Auspico che ci siano aperture e non nascondo di meditare anche le dimissioni da capogruppo».

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IL MANIFESTO APPELLO del CORRIERE Irpinia

Pubblicato da mido59 su 3 settembre 2008

 Dal  CORRIERE  Irpinia  di  oggi,  3  Settembre  2008:

Il vero, grande, rischio, oggi più che mai, è dividersi, a seconda delle proprie appartenenze, sulla vertenza Irpinia che ha al suo apice l’occupazione delle terre del Formicoso. Un’ ipotesi tremenda che, se concreta, vedrebbe morire una delle ultime zone di più grande civiltà contadina e di forte valore democratico.

E’ giunto, finalmente, il momento di sconfiggere le solitudini, di sentirsi irpini da Sperone a Calitri, senza la mediocre difesa del proprio campanile, ma mettendo in moto l’orgoglio del cuore e la passione di un popolo per una grande battaglia contro lo sviluppo negato, sempre rimandato, sempre disatteso, per la mancanza di unità delle sue comunità. Si decide così a Roma senza interlocutori credibili, senza classe dirigente, con una Provincia a guida burocratica, con una Regione impotente e distante. Tutto sembra essere in sintonia per far passare una inaudita violenza sul territorio. E’ per questo che il nostro giornale lancia oggi un Manifesto-appello, convinto di mettersi a disposizione della comunità, perché ciascuno possa far sentire la propria voce, esprimere la sua civile protesta, mettersi in rete con gli altri e sconfiggere quella solitudine che è l’arma migliore di chi vuole ammazzare l’irpinia.

per comunicare l’adesione lo si può fare lasciando un commento a quest’articolo oppure seguendo le indicazioni alla fine del manifesto-appello.

IL MANIFESTO APPELLO

Una giusta vertenza per il futuro dell’Irpinia

Lo scenario che si prospetta per l’Irpinia è doloroso e deprimente: emblematicamente ed in maniera aggravata esprime e rappresenta il processo di degrado a cui sembra destinato l’intero Mezzogiorno. La realizzazione di una megadiscarica di rifiuti sul Formicoso, dopo quella di Ariano e di Savignano a servizio non solo della Campania ma anche di altre regioni, costituirebbe la sentenza definitiva di un processo nefasto, in corso da tempo. Gli Irpini, che non si sono fatti piegare dai disastri naturali, a cominciare dai terremoti, rischiano di restare vittime delle scelte scellerate dei governanti. La prospettiva della desertificazione umana del territorio, egregiamente fronteggiata nei tanti processi migratori, si presenta, oggi, in maniera più minacciosa. Non è, però, il caso dì arrendersi e rimanere passivi: la medaglia d’oro al merito civile ce la siamo meritata, reagendo con forza e tenacia alla tragedia del sisma del 23 Novembre aell’80, e dobbiamo difenderla con altrettanta determinazione.

E’ giunto il momento di mettere in cantiere una grande vertenza, per salvare il futuro della nostra terra. Per noi, per la Campania, per l’Italia, per l’Europa. Le condizioni di base ci sono: la collocazione strategica, le risorse naturali, a cominciare dall’acqua e dai prodotti tipici, le aree industriali attrezzate, i processi industriali operanti, il patrimonio edilizio, le potenzialità ambientali, le energie umane e professionali. Per evitare il disastro definitivo bisogna solo crederci ed attivarsi con determinazione ed idee chiare.

Ci rivolgiamo, perciò, a tutti gli irpini, che credono nel futuro della nostra terra, senza distinzione di ruoli e di credo politico, per aprire una stagione di confronto, di proposte operative, di rinascita della nostra terra.I rappresentanti istituzionali dì ogni livello, le forze politiche e sindacali, le organizzazioni professionali, gli strumenti di informazione e di formazione, il mondo della cultura la società nel suo complesso non possono rimanere insensibili e passivi, rispetto alla prospettiva di arretramento e degrado del nostro territorio. Ognuno faccia la sua parte per ottenere che si realizzino finalmente le infrastrutture strategiche, viarie e ferroviarie di cui si parla da decenni, perché si salvaguardino le nostre risorse naturalì, ambientali ed umane, perché le attività economiche, industriali ed agricole, si sviluppino e non continuino ad andare incontro al fallimento. L’intero territorio della provincia, a cominciare dall’Alta Irpìnia, che, oggi, è soggetto ad una prevaricazione inaudita, è in condizione di dare un contributo produttivo alla crescita, se non viene ridotto a discarica di rifiuti. La vertenza che proponiamo non è animata da semplice spirito rivendicativo; vuole nutrirsi di idee, proposte e confronto, per mettere in moto energie locali e richiamare interventi esterni. La stessa politica ne potrà ricavare grandi benefici, riqualificandosi come strumento di interpretazione e trasformazione della realtà e cessando di mortificarsi come vuoto strumento clientelare e di potere personale.

Lavoriamo tutti affinchè all’Alto Calore si parli di salvaguardia delle risorse idriche e non delle poltrone di questo o quel soggetto, all’ASI si discuta dello sviluppo del processo industriale e non si badi alle prospettive di carriera di questo o quel dirigente, nelle istituzioni di vario tipo e livello si programmi la rinascita dell’Irpinia e non ci si limiti a manovre per sostenere o far cadere maggioranze numeriche, negli organismi dirigenti dei partiti sì lavori per vitalizzare il processo democratico e animare il confronto politico e non ci si riduca a cercare garanzie per percorsi carrieristici.


Hanno sottoscritto, per ora, il manifesto:
IL CORRIERE – Direzione- Redazione- Amministrazione
ANGELO FLAMMIA, ex senatore Ds
MARIO GABRIELE GIORDANO, direttore rivista Riscontri
FRANCO ARMINIO, paesologo
GERARDO BIANCO, presidente Fondazione Italia Popolare
GIUSEPPE GALASSO, sindaco di Avellino
ANGELANTONIO CARUSO, sindaco Andretta
MARCELLO ARMINIO, sindaco di Bisaccia
GIUSEPPE DI MILIA sindaco di Calitri e pres. C.M. Alta Irpinia
RODOLFO SALZARULO, sindaco Lioni .
MICHELE FORTE, sindaco Sant’Angelo dei Lombardi
FIORENZO IANNINO, docente e storico
VIRGILIO IANDIORIO, preside
LUIGI d’ANGELIS, sindaco Cairano
OTTAVIANO DE BIASE, storico
ROSANNA REPOLE, dirig. ist. “Criscuolì” S.Angelodei Lombardi
GENNARO IMBRIANI, segretario prov. Prc
GIANLUCA FESTA, presidente prov. Verdi
NICOLA CICCHETTI, segr. prov. PdCI
GIANFRANCO IACOBELLI pres. prov. Udeur
GIUSEPPE DE MITA Popolari Unione di Centro
ROSETTA CASCIANO Popolari Unione di Centro
FRANCO VITTORIA, segr. prov. PD
LUIGI ANZALONE consigliere regionale PD
ANGELO GIUSTO, cons. reg. SD e pres. reg. commissione Sanità
VALENTINO BELLINO, sind. S.Andrea di Conza
GAETANO MACINA, segretario circolo PD bisaccia
SALVATORE FRULLONE vicepres. comunita montana Alta Irpìnia
RAFFAELE VITO FARESE, sindaco Conza della Campania
FRANCO D’ERCOLE, capo opposizione in Consiglio regionale
FRANCESCO PIONATI, parlamentare Udc
ANTONIO POLIDORO, docente
ROSETI D’AMELIÒ, ammin. unico Air
ALDO LAURENZANO, sindaco di Atripalda
TOMMASO SACCARDO, sindaco dì Mercogliano
SERGIO NAPPI, sindaco eli Monteforte
MARIO MELCHIONNA, segret. provinciale Cisl
FRANCESCO BARRA, ex assessore provinciale alla cultura
ANTONIO FESTA, segr. generale Uil
GAETANO TENNERIELLO, sindaco di Prata
EUGENIO ABATE, sindaco di Montemìletto
ANTONIO AUFIERO, sindaco di Pratola
ALBERICO VILLANI, sindaco di Altavilla
WANDA GRASSI, sindaco di Montefalcione
PER LA SOTTOSCRIZIONE AL MANIFESTO COMUNICATE LA VOSTRA ADESIONE ALLA REDAZIONE DEL CORRIERE:

TEL: 0825 792424

FAX: 0825 792440

MAIL: provincia@corriereirpinia.it

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….FORMICOSO….mon AMOUR….

Pubblicato da mido59 su 16 agosto 2008

COMUNICATO STAMPA

 

NESSUNA DISCARICA SUL FORMICOSO!

Lunedì 18 agosto 2008

ALTOPIANO DEL FORMICOSO-ANDRETTA (AV)

 

Giornata di sensibilizzazione nazionale dell’opinione pubblica contro la costruzione di una nuova discarica sull’Altopiano del Formicoso, nel cuore dell’Alta Irpinia. Interverranno, tra gli altri, VINICIO CAPOSSELA, FRANCO ARMINIO, LA BANDA MUSICALE CITTA’ DI CALITRI, PASQUALE E PAOLO INNARELLA, CATERINA PONTRANDOLFO, JAMBASSA+KETAMO, MOLOTOV, SIMONE CAROTENUTO E TAMMURIATI DEL VESUVIO, FOLSKA e tanti altri cantori locali e paesani.

 

In seguito alla decisione del Governo di costruire un’ulteriore discarica regionale in Campania nel territorio del Comune di Andretta, così come previsto dal Decreto Legge n°90 del 23/05/2008  convertito in legge 18 Luglio 2008 n°123/08, i Comitati “ProFormicoso”, “Nessuno Tocchi Il Formicoso”, la Comunità Montana “Alta Irpinia”, la Comunità Montana “Ufita”, i Comuni di Andretta, Bisaccia, Cairano, Calitri, Aquilonia, Monteverde, Teora, Conza della Campania, Sant’Andrea di Conza, Lacedonia, Lioni, Vallata, Castel Baronia, Guardia Lombardi, Rocca San Felice, Villamaina, Trevico, Morra De Sanctis, Sant’Angelo dei Lombardi, la Legambiente Campania, il Circolo “Alta Irpinia” Legambiente Calitri, il Presidente del GAL-CILSI, l’Associazione dei Comuni della Podalica, gli Amministratori dell’Irpinia:

·        Hanno deciso di organizzare, per LUNEDÌ 18 AGOSTO 2008, sul ALTOPIANO DEL FORMICOSO, una giornata in cui la popolazione, gli artisti, i rappresentanti delle istituzioni si riuniranno a difesa delle Terre dell’Alta Irpinia dalla costruzione della Discarica delle Discariche sull’Altopiano del FORMICOSO.

 

L’evento si articolerà nell’arco dell’intera giornata, durante la quale si potranno prenotare visite guidate nei centri storici dei paesi dell’Alta Irpinia, nell’Oasi faunistica del WWF di Conza della Campania, nel Centro di Educazione Ambientale Legambiente Bosco di Castiglione e nel Museo Etnografico di Aquilonia. La giornata proseguirà sull’Altopiano del Formicolo dalle ore 17:00 fino a notte inoltrata. Interverranno i seguenti artisti e gruppi musicali: Franco Arminio, Banda Musicale Città di Calitri, Pasquale e Paolo Innarella, Caterina Pontrandolfo, Jambassa+Ketamo, Molotov, Simone Carotenuto e Tammurriati del Vesuvio, Folska, Vinicio Capossela e la sua band e tanti altri cantori locali e paesani

Sono previsti stand di prodotti tipici artigianali ed eno-gastronomici ed aree attrezzate per campeggiatori e caravan.

La giornata servirà anche e soprattutto a far conoscere e a far aderire l’opinione pubblica alle nostre proposte.

PROPOSTE che sono delle alternative VALIDE tecnicamente, economicamente e socialmente per qualsiasi paese Civile!!!

 

ADERITE ai nostri SI’!                                           ADERITE ai nostri NO!

 

I NOSTRI SI’

·        SI’ a ridurre i rifiuti a monte del ciclo produttivo, eliminando gli imballaggi inutili;

·        SI’ a potenziare subito la raccolta differenziata secco-umido “porta a porta”, eliminando i cassonetti;

·        SI’ al riuso e riciclo dei materiali;

·        SI’ agli impianti decentrati e diffusi di compostaggio dell’umido e di selezione del secco;

·        SI’ all’adeguamento immediato degli attuali 7 impianti ex-CDR, per il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) dei rifiuti, dotandoli di vasche per la produzione di compost.

In particolare, per la Provincia di Avellino,  sosteniamo:

1.     la necessità di un rapido adeguamento nel senso suddetto dell’impianto ex-CDR di Pianodardine, affidandone la gestione ad un Commissario ad acta o ai Consorzi, in direzione del funzionamento come impianto di TMB dei rifiuti indifferenziati;

2.     la non differibilità della provincializzazione prevista dalla Legge Regionale n° 4 del marzo 2007 ed imposta dalle Direttive dell’Unione Europea, secondo le quali i rifiuti vanno trattati nei luoghi dove vengono prodotti e i materiali vanno recuperati prima di avviare a discarica le frazioni residue;

3.     l’accettazione, in spirito solidale con gli altri territori della Regione Campania, di quantità di rifiuti solidi urbani da trattare negli impianti presenti, compatibilmente con le capacità degli stessi.

 

I NOSTRI NO

 

·        NO    ALLA LOGICA DELLE DISCARICHE;

·        NO ALLA COSTRUZIONE DI UNA MEGA DISCARICA SULL’ALTOPIANO DEL FORMICOSO;

·        NO  perché la Provincia di Avellino è quella che più si è attivata per avere           un’impiantisca per il recupero ed il trattamento dei rifiuti;

·        NO perché la Comunità Montana “Alta Irpinia” ha raggiunto il 55% di Raccolta  differenziata;

·        NO perché gli Amministratori di questo territorio hanno speso energie progettuali:

1. per fare della sua vocazione ambientale e della sua natura incontaminata la  maggiore risorsa per il futuro, utilizzando tutti gli strumenti locali, regionali, nazionali e comunitari della Programmazione Negoziata (POR; PIT, PIR; Patti Territoriali, LEADER II e Plus, Parco Letterario Francesco De Sanctis, etc.) per dare concretezza all’idea di Sviluppo Locale eco-compatibile;

2. per valorizzare le produzioni agricole, dal grano (che proprio nell’area fra Andretta e Bisaccia fa vivere migliaia di aziende agricole familiari) alla carne (agnello del Formicoso e vitello di grande pregio dell’Appennino), dall’olio della Valle dell’Ufita ai vini DOCG famosi nel mondo e al latte (la Regione Campania ha investito 4 milioni di euro per la Formaggioteca a Calitri, per fare un solo esempio) e quindi per attivare Progetti di Filiera di questi prodotti di eccellenza;

 

3. per fornire a molte aziende casearie campane (da Salerno a Caserta a Napoli) il fieno pregiato del Formicoso, alimento principe degli allevamenti bufalini, così da consentire a tanti produttori di mozzarella di bufala di arginare gli effetti della crisi drammatica dell’emergenza rifiuti;

 

4. per accettare sul territorio, talvolta in contrasto con le popolazioni, un gran numero di impianti eolici (che contribuiscono al fabbisogno dell’intera regione) ed una Stazione di trasformazione dell’energia per l’immissione nella rete elettrica a 380 mila Volt gestita dalla Società TERNA (a pochi metri dal sito di Andretta) che costituisce un nodo importante della rete nazionale, pur avendo essi un carattere invasivo e di aggressione al territorio;

 

5. per attivare gli strumenti della Programmazione Regionale atti all’istituzione del Distretto Energetico, già firmato dal Sindaco del Comune di Bisaccia, che è capofila,  con l’Assessore Cozzolino, il quale dovrebbe consentire all’intero comprensorio di creare un polo di eccellenza nel campo delle fonti rinnovabili capace di dare ai giovani prospettive future sul territorio.

 

 

Per ulteriori informazioni:

www. nessunotocchiilformicoso.splinder.com

prolococalitri@virgilio.it   0827/38058

Legambiente  dim.mi@alice.it  339/6287224 – fiordellisi@libero.it 333 6272498

Comune di Bisaccia: Ass. Ambiente apelullo@libero.it  349/4353096

Comune di Andretta: Ass. Ambiente  348/9923192 –

                                  Cons. Andretta arace@student.unisi.it

 

 

 

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ANDRETTA E L’EOLICO………La nostra FONTAMARA…..

Pubblicato da mido59 su 5 giugno 2008

Nei primi giorni di Dicembre 2007 si è svolta, nel Centro di Comunità Don Bosco di Andretta, una pubblica assemblea con all’ordine del giorno due temi di grande importanza e attualità:

·       La questione rifiuti  

·       Gli impianti eolici.

Ognuna di queste problematiche, vista la loro complessità, avrebbe richiesto una serie di incontri, per permettere alla popolazione di avviare un dibattito serio sui vari aspetti che le caratterizzano; forse la scelta di presentarle e discuterle entrambe in un’unica serata ( circa due ore ) faceva già capire chiaramente i  reali obiettivi e limiti dell’assemblea.  Il presente articolo tratta esclusivamente degli impianti eolici, sia perché è l’argomento che conosco meglio sia perché il verificarsi di alcuni fatti negli ultimi mesi, impone, con una certa urgenza, a tutti gli andrettesi di fare delle scelte che altrimenti altri faranno, o hanno già fatto. In apertura dell’assemblea, l’esposizione dei fatti da parte del Sindaco, è stata molto chiara ed esauriente nella sua drammaticità. E’ emerso che, grazie alle ultime leggi in materia di energia, la Regione Campania  scavalca i Comuni in materia di autorizzazioni per le realizzazioni di parchi eolici. In conseguenza a ciò è risultato che 4 o 5 aziende hanno già avviato l’iter per la richiesta delle autorizzazioni necessarie per poter dislocare sul territorio di Andretta, complessivamente, circa 60 (sessanta) tralicci; per fortuna ai Comuni è stato riservato,  forse grazie all’azione di qualche consigliere onesto del consiglio regionale, il potere di opporsi alle scelte fatte a monte e poter decidere il destino della propria terra. Le azioni possibili da parte delle Amministrazioni Comunali sono due:

  • Delimitare una zona del proprio territorio dove consentire gli insediamenti eolici e  preservare la parte restante per destinarla ad usi diversi.
  • Avviare un progetto ( di un parco eolico ) nel quale il Comune risulti promotore di una società municipalizzata in cui le quote di maggioranza siano riservate all’ente pubblico e le quote restanti siano a disposizione dei cittadini che vogliano partecipare all’impresa.

Con la prima soluzione si ottiene solo l’effetto di salvare quel poco di territorio che ancora non è stato occupato dagli insediamenti già realizzati, mentre non si riesce a contrastare minimamente l’attuazione dei prossimi, specialmente quelli la cui approvazione è già ad una fase avanzata.

La seconda soluzione permette di agire con più incisività ed efficacia, infatti, la costituzione di una municipalizzata immediatamente blocca e scavalca tutti i progetti presenti nel proprio Comune, che ancora non hanno ricevuto l’approvazione definitiva .

Con queste premesse, illustrate dal Sindaco, la conclusione logica era una sola: avviare immediatamente la consultazione popolare per verificare la possibilità di costituire una municipalizzata.   Sono trascorsi tre mesi, molto preziosi, senza che sia stato fatto niente, non se ne parla più, la politica in voga in questo momento è quella dello struzzo, nascondere la testa sotto la sabbia, con la speranza che il problema sia risolto da altri, in altre sedi. Tra i cittadini, se qualcuno ne parla, lo fa come quattro anni fa, opponendosi all’eolico per motivi che hanno scarsa validità: le radiazioni del campo magnetico, lo scarso valore economico dell’attività, la paura che le società proprietarie abbandonino gli impianti senza la bonifica dell’area, ecc. Per tranquillizzare chi è turbato da quest’ultimo motivo vorrei far conoscere che la ditta Fri-El Green Power , grazie all’impianto di Andretta e a quello di Montemurro in Basilicata, nel mese di novembre 2007, aveva avviato la procedura per la quotazione in Borsa, poi sospesa non per questioni sue interne ma solo per il momento poco favorevole dei Mercati Finanziari, a causa dei mutui sub-prime americani. Morale: dovremo cercare noi il modo per mandarle via perché di propria iniziativa queste aziende non lo faranno mai per non rinunciare a queste galline dalle uova d’oro.

Impegnati a cercare validi motivi d’opposizione, i fautori del “ no sempre e in ogni caso “ spesso trascurano di considerare l’ineludibilità del fenomeno ( come spiegato all’inizio dell’articolo) e l’enorme potenza economica che tale attività potrebbe rappresentare per la popolazione di Andretta, se fosse svolta direttamente, invece di permettere a poche ditte esterne di farlo, accontentandosi di qualche centesimo in percentuale sugli utili. Una simile iniziativa procurerebbe un impiego stabile a 10/15 persone (tra amministrazione e manutenzione) distribuirebbe il 50% degli utili tra i soci      (10 pale da 2 megawatt ognuna producono utili complessivi annuali pari a circa € 6.000.000), rappresenterebbe un volano di forza inimmaginabile, capace di promuovere e attuare tantissime iniziative coinvolgendo altre persone. Volendo sognare un pò ( alcuni progetti possono partire solo con un po’ d’immaginazione ) si potrebbe alzare il tiro e nell’atto costitutivo della società inserire alcuni requisiti che caratterizzino la nuova impresa come una ESCO.

Le ESCO, o società di servizi energetici, sono soggetti specializzati nell’effettuare interventi nel settore dell’efficienza energetica, sollevando in genere il cliente dal rischio tecnologico e dalla necessità di reperire risorse finanziarie per la realizzazione dei progetti, in quanto gestiscono sia la progettazione/costruzione, sia la manutenzione per la durata del contratto (compresa usualmente fra i cinque ed i dieci anni). Considerando l’enorme richiesta che si sta formando in Italia, in materia d’efficienza e risparmio energetico, potremmo ben affermare che il progetto che ho appena descritto in modo sommario,potrebbe avere come mercato di riferimento la Campania e le regioni confinanti. 

Questa potrebbe essere la vera e unica possibilità  per bloccare ed invertire quel lento processo d’emigrazione, isolamento, impoverimento che da circa trent’anni sembra essere il destino inevitabile della nostra comunità. Trascurata quest’occasione non resta altro che aspettare, come ho già detto nella riunione, in modo provocatorio, l’arrivo della prossima scossa di terremoto.

Io credo che tutto ciò interessi molto molto molto poco all’attuale amministrazione, ( la precedente non è stata diversa ) lo scopo vero della riunione-farsa di Dicembre non era quello di informare e risolvere il problema nell’interesse di tutta la comunità, bensì quello di fare un po’ di chiasso, di ammuina, far credere che la questione stava a cuore, dimostrare che se ne parlava, se ne discuteva   ( per confermare la posizione sbagliata di condanna dell’eolico, assunta in campagna elettorale ), contemporaneamente far calmare le acque e permettere, ( forse per qualche promessa fatta sempre in campagna elettorale ) a chi ancora non aveva completato tutte le procedure, di avere le autorizzazioni finali che avrebbero annullato qualsiasi azione intrapresa per contrasto. Molto indicativa, nel corso della riunione, quando si parlava delle possibili azioni da mettere in atto, è stata l’espressione del Sindaco, affermata più volte, di non desiderare, assolutamente, l’Amministrazione coinvolta in un’attività economica, come se questo fosse un ruolo non consono o potesse danneggiare qualcuno.

Per completezza d’informazione bisogna aggiungere che l’eolico si avvale di una tecnologia ormai matura che permette, se sfruttata, di raggiungere utili considerevoli; il costo dell’impianto è ripagato in soli tre anni, ha costi di manutenzione molto bassi e contenute spese di gestione. 

Vorrei ricordare molto velocemente i tanti vantaggi che deriverebbero dalla costituzione di una società mista ( pubblico-privata ):

  • Tutti gli utili sarebbero ripartiti tra i soci privati, gli impiegati dell’amministrazione ed i collaboratori addetti alla manutenzione sarebbero scelti tra i residenti del posto.
  • Sarebbe più facile conservare l’integrità del territorio decidendo la zona dove insediare l’impianto, senza attuare un’occupazione selvaggia.
  • Si potrebbero salvaguardare i diritti di tutti i proprietari confinanti con le particelle che ospitano i tralicci, offrendo loro, a compensazione del danno subito, la possibilità di acquistare quote della società con agevolazioni particolari.

In chiusura di quest’articolo voglio aggiungere una considerazione: la mia posizione è chiaramente a favore dell’eolico, sono tuttavia fermamente contrario alla presenza di ditte, sia esterne sia interne, composte solo da due-tre persone, che sfruttino il nostro territorio; non dico questo perché contrario alla libera iniziativa privata, anzi, e questo articolo lo dimostra senza possibilità di smentita, però dare una concessione per un parco eolico non è come dare la licenza edilizia per la costruzione di un capannone. Significa, nell’ipotesi più felice, vincolare un territorio per 2 o 3 generazioni, ricevendo in cambio una miseria. Personalmente non ritengo giusto permettere un’attività che danneggia la quasi totalità della popolazione e avvantaggia solo pochi, anzi pochissimi.

Queste due pagine di considerazioni sono rivolte ad Andretta e a tutti i paesi vicini che hanno problemi simili; vogliono essere un invito a chi concorda sull’argomento, un invito a sentirci, ad incontrarci, a contarci, a mettere insieme iniziative per sensibilizzare i cittadini e bloccare questa colonizzazione selvaggia.  

Michele D’Onghia    mido59@inwind.it

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Al Presidente della Comunità Montana Alta Irpinia

Pubblicato da mido59 su 5 giugno 2008

Egregio sig. Presidente,

le scrivo questa lettera per farle conoscere ciò che avrei voluto dirle direttamente nell’incontro-seminario che si è tenuto il giorno 15 Maggio 2008 presso la sala consiliare della C.M. Alta Irpinia.

Tema dell’appuntamento è stato:

L’ENERGIA E L’AMBIENTE COME OPPORTUNUTA’ DI SVILUPPO DELL’ALTA IRPINIA.

Le mie sono considerazioni-proposte che nascono dalla constatazione dei problemi e degli ostacoli che quotidianamente rallentano il percorso dello sviluppo delle energie rinnovabili.

Da circa tre/quattro anni manifestazioni, interventi e assemblee sul settore energetico stanno crescendo in modo considerevole,  molto spesso si limitano semplicemente a esporre in modo freddo le nuove tecnologie e a illustrare le ultime leggi in materia, senza però nessuna proposta concreta. Il seminario oggetto di quest’articolo rappresenta senza dubbio una lodevole iniziativa, esso, però non è riuscito a superare i limiti suindicati.

La manifestazione, che doveva iniziare alle ore 09, è partita alle 11 con un ritardo di due ore che ha impedito, per mancanza di tempo alla fine degli interventi, il dibattito tra gli ascoltatori e i relatori, in particolare con il coordinatore staff settore energetico della Regione Campania Eugenio Di Santo.

Con la speranza che nei prossimi appuntamenti sia superato questo problema di organizzazione io ritengo che la Comunità  Montana Alta Irpinia abbia il compito-dovere di promuovere questa nuova cultura  energetica mediante le manifestazioni, ma anche di stimolare la diffusione delle Energie Rinnovabili in tutte le sue forme (fotovoltaico, termico, eolico, biomasse) con azioni concrete, mirate ed efficaci che favoriscano l’installazione di impianti da parte dei cittadini. I miei suggerimenti in dettaglio sono:

FOTOVOLTAICO –  Nonostante vi sia una legge nazionale, all’avanguardia in Europa, che offre un contributo per ogni kWh prodotto con pannelli fotovoltaici, questo tipo di Energia stenta a partire perché resta l’ostacolo della spesa iniziale, considerevole (il costo di un impianto per uso domestico, 3 Kwp, è pari a € 18.000) e totalmente a carico dell’utente. L’Ente Comunità Montana potrebbe dare un valido supporto offrendo contributi in conto capitale per ogni impianto installato (non superando il 20%  del costo totale perché ciò impedirebbe di accedere poi al contributo in conto energia sui kwh prodotti); oppure rimborsando una parte degli interessi, a chi paga i pannelli con mutui bancari.

SOLARE TERMICO Questa tecnologia è la più matura, ha costi più accessibili, garantisce immediati ritorni economici, ma nonostante ciò incontra anch’essa difficoltà a diffondersi. Il motivo potrebbe essere il ricordo dell’esperienza negativa registrata alcuni anni fa, quando c’è stata la prima campagna promozionale dei pannelli solari. Allora gli scarsi risultati furono conseguenza dei mancati controlli sui nuovi impianti, ciò permise la nascita d’imprese improvvisate che non realizzarono impianti a regola d’arte. Il ruolo della C.M. potrebbe essere quello di contribuire in parte all’acquisto dei pannelli solari, come per il fotovoltaico,  e di eseguire controlli più accurati sulle opere realizzate.

EOLICO – In questo settore l’impegno richiesto, all’Ente che lei rappresenta, è doppio perché è necessario agire su due fronti: quello istituzionale e quello sociale. Per Sociale intendo l’azione rivolta alla popolazione e ai sindaci dei comuni che compongono la C.M. Alta Irpinia. È indispensabile, anzi urgente, in questo settore, cancellare dai nostri vocabolari le parole “GROSSI GRUPPI  INDUSTRIALI”; per noi non dovranno più esistere. Sarà necessario coinvolgere i Sindaci nel promuovere una cultura d’impresa che faccia nascere nei cittadini la voglia di unirsi, di consorziarsi, di costituire società pubblico-private tra privati cittadini e Comuni per la progettazione, la realizzazione, la gestione e la proprietà degli impianti eolici che ancora potranno essere realizzati sui nostri territori. Questo impedirebbe ai famosi  “grossi gruppi industriali” lo sfruttamento dei nostri pozzi del vento “ e potrebbe rappresentare realmente Opportunità di Sviluppo dell’Alta Irpinia. Per la realizzazione di un sogno del genere serve contemporaneamente anche un’azione istituzionale congiunta  in cui siano presenti la C.M. come ente, i sindaci, i cittadini e i rappresentanti politici. Occorre pretendere a livello provinciale, regionale e nazionale, una legislazione che favorisca, nella proprietà, nell’installazione e nella gestione degli impianti di Energie Rinnovabili, le società miste pubblico-private , rispetto alle Srl o Spa dei gruppi industriali che non hanno nessun rapporto con il nostro territorio se non quello del furto-sfruttamento legalizzato. Se queste due operazioni non dovessero essere a breve avviate e sostenute, da tutti, nemmeno il Distretto Energetico che sta appena partendo avrebbe senso. Se non sono coinvolte le imprese locali, la popolazione e le istituzioni, a chi servirà questo Distretto Energetico ?  Ai Grossi Gruppi Industriali ?  Oltre a cedere loro il territorio procuriamo anche i finanziamenti statali per farli diventare ancora più grandi ?   e all’Alta Irpinia che resta ?  è sufficiente l’1.5 % che qualche Comune percepisce ?  ………… 

                                19 Maggio 2008          Michele D’Onghia

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