Da una settimana è ripartito il film “IL FORMICOSO E LA DISCARICA“ in un’edizione rielaborata e corretta del 2010. E’ cambiato il regista e qualche attore, qualcuno si è perso per strada, qualcuno è stato rimosso, qualcuno si è autocandidato a decidere per gli altri, ma il nocciolo della questione è rimasto immutato: per coprire le inefficienze prodotte dalla fantasia e dallo stile di vita dei napoletani e dei casertani si prendono nuovamente in considerazione i territori dell’Alta Irpiniaper trasformarli nella fogna della regione Campania.
Questo interessante articolo, scritto dal gen. Di Guglielmo e già pubblicato sul Corriere Irpinia il 2 gennaio 2010, affronta la delicata questione della libertà di accesso alle informazioni di pubblica utilità ed in particolare a quelle relative all’ambiente e alla salvaguardia della salute dei cittadini.
RACCOLTA INDIFFERENZIATA- Riporto un fatto che mi è stato segnalato e che ritengo meriti di essere reso pubblico. Le foto mostrano con chiarezza una realtà che si protrae ormai da diversi mesi in contrada Ponte, una frazione di Andretta. In un paese come il nostro, nel quale da quindici anni si combatte per scongiurare la realizzazione di una discarica sul Formicoso, è inammissibile che esista e perduri una mini discarica in prossimità del torrente Sarda.
I cittadini di Andretta, proprietari dei terreni ricadenti nell’area della discarica sul Formicoso e in precedenza confiscatidalla Struttura del Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campania, Bertolaso, in data 22 settembre 2009, hanno ricevuto notifica dell’ordinanza di restituzione degli stessi, riacquistando così il pieno possesso dei terreni e il diritto all’uso che ritengono più opportuno, senza vincoli di alcun genere.
Nella tarda mattinata di ieri, 2 febbraio 2009, mentre ad Avellino nel teatro Gesualdo era in corso la sceneggiata dal titolo: ”governincontra”, un incontro tra alcuni ministri dell’attuale governo ed i locali rappresentanti politici e istituzionali, l’on. Iannaccone del gruppo MpA rinunciava alla sfilata in passerella e sceglieva di incontrare i cittadini di Andretta. Insieme a questi ha visitato l’area sul Formicoso che dovrebbe, secondo il gen. Giannini, ospitare la discarica. Si è discusso della sciagurata prospettiva e di tutte le conseguenze derivanti sul suolo e sulla popolazione locale. Che questa visita sia stata usata quale strumento propagandistico, non ci è possibile saperlo, di certo però c’era il freddo e il fango che l’onorevole ha trovato e che ha accettato di buon grado, intrattenedosi con la popolazione, senza dare segni di impazienza, e di questo non possiamo che ringraziarlo. Qualche altro personaggio locale, ugualmente interessato alla discarica, ma per fini diversi, ha ritenuto più opportuno partecipare all’incontro di Avellino dove c’era la possibilità di incontrare la gente che conta.
In un’intervistail generale Giannini,vice del sottosegretario Bertolaso, illustrando il bilancio dell’azione della struttura commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania, parla delle discariche aperte e di quelle che apriranno a breve e per Andretta dice:
Toccherà poi ad Andretta?
“ Sul Formicoso abbiamo completato i carotaggi. Ci sono dei risultati ufficiosi,ma attendiamo ancora l’esito delle indagini geosismiche. Una volta definito il quadro ufficializzeremo i risultati e discuteremo il progetto preliminare con la comunità andrettese e con il commissario. Se tutto va come speriamo, cominceremo a lavorare. E così ogni provincia avrà il suo impianto: Napoli con Chiaiano e Terzigno, Caserta con San Tammaro, Benevento con Sant’Arcangelo Trimonte, Avellino con Savignano e Andretta, resta Salerno che non ci ha ancora indicato un sito alternativo a Valle Della Masseria. Ci era stato proposto Caggiano che però è solo per un decimo in territorio campano. A fine marzo, o per gli inizi di aprile partiranno le tre linee del termovalorizzatore di Acerra.”
Per Andretta resta ferma l’ipotesi di un invaso di settecentomila metri cubi, o è stato rispolverato il progetto della piattaforma polifunzionale? In zona circola ancora questa voce…
” Se c’è qualche ripensamento sulla piattaforma che ce lo facessero sapere, perchè era stata rifiutata fermamente dal sindaco. E il sindaco in questo è sovrano. L’avevamo proposta perchè si trattava di un progetto di altissima tecnologia per il riciclo dei rifiuti. Ma si è fatto avanti il sindaco di San Tammaro. E lì verrà una cittadella del rifiuto all’avanguardia in Italia, per la separazione del vetro, del legno, dell’alluminio, della palstica e della carta, con un impianto per la produzione di gas ed energia elettrica. Lavoreranno duecento persone, secondo le nostre stime. Per questa ragione la cittadella era stata pensata per un’area dove ci sono emigrazione e desertificazione. Questo è il futuro del rifiuto: la trasformazione, il riciclo. Ma Andretta avrà una discarica come tutte le altre, da settecentomila metri cubi.”
Dalle parole del generale si evince che il rischio per la nostra comunità è ancora presente. Non si fa riferimento alle possibilità ipotizzate in conseguenza dell’apertura delle discariche di Chiaiano e Terzigno, del termovalorizzatore di Acerra e dell’avvio della raccolta differenziata nelle città di Avellino e Napoli. Tutto ciò renderebbe superfluo l’impianto previsto sul Formicoso, poichè la quantità di rifiuti prodotta quotidianamente potrebbe essere smaltita con gli impianti attivi al momento.
ANDRETTA- Trasparenza, Legalità e Vivibilità. Questo è stato il motto dell’amministrazione da poco sfiduciata, le tre parole si arricchiscono di nuovi significati con i fatti che stanno emergendo dalle ultime assemblee pubbliche.
I retroscena della crisi amministrativa cominciano a venire a galla. E di sicuro impatto sono le notizie emerse dopo le ultime due assemblee del 21 e del 30 dicembre, promosse rispettivamente dall’ex minoranza e dall’ex consigliere di maggioranza Aurelio Arace. Particolarmente affollata, con notevoli presenze giovanili, la riunione promossa da Arace. Leggi il seguito di questo post »
Da stamattina, sul Formicoso, sono iniziati i lavori di evacuazione dell’intero presidio militare che ha imposto la propria presenza, senza preavviso, per tutto il tempo necessario per i carotaggi. Terminati gli esami del suolo, hanno incominciato a rimuovere il filo spinato e nei prossimi giorni toglieranno l’accampamento e porteranno via tutte le strutture e i mezzi utilizzati.
Questa è certamente una nota positiva, dimostra che almeno su questo aspetto della vicenda il sottosegretario Bertolaso non ha bleffato; resta però l’amarezza che la partenza dell’esercito, per ora, non significa ancora niente e quindi tutto potrebbe ancora succedere se dall’analisi dei reperti dovesse risultare l’idoneità del sito a ospitare una discarica. E’ necessario tenere ancora gli occhi aperti.