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ANDRETTA E L’EOLICO………La nostra FONTAMARA…..

Posted by mido59 su 5 giugno 2008

Nei primi giorni di Dicembre 2007 si è svolta, nel Centro di Comunità Don Bosco di Andretta, una pubblica assemblea con all’ordine del giorno due temi di grande importanza e attualità:

·       La questione rifiuti  

·       Gli impianti eolici.

Ognuna di queste problematiche, vista la loro complessità, avrebbe richiesto una serie di incontri, per permettere alla popolazione di avviare un dibattito serio sui vari aspetti che le caratterizzano; forse la scelta di presentarle e discuterle entrambe in un’unica serata ( circa due ore ) faceva già capire chiaramente i  reali obiettivi e limiti dell’assemblea.  Il presente articolo tratta esclusivamente degli impianti eolici, sia perché è l’argomento che conosco meglio sia perché il verificarsi di alcuni fatti negli ultimi mesi, impone, con una certa urgenza, a tutti gli andrettesi di fare delle scelte che altrimenti altri faranno, o hanno già fatto. In apertura dell’assemblea, l’esposizione dei fatti da parte del Sindaco, è stata molto chiara ed esauriente nella sua drammaticità. E’ emerso che, grazie alle ultime leggi in materia di energia, la Regione Campania  scavalca i Comuni in materia di autorizzazioni per le realizzazioni di parchi eolici. In conseguenza a ciò è risultato che 4 o 5 aziende hanno già avviato l’iter per la richiesta delle autorizzazioni necessarie per poter dislocare sul territorio di Andretta, complessivamente, circa 60 (sessanta) tralicci; per fortuna ai Comuni è stato riservato,  forse grazie all’azione di qualche consigliere onesto del consiglio regionale, il potere di opporsi alle scelte fatte a monte e poter decidere il destino della propria terra. Le azioni possibili da parte delle Amministrazioni Comunali sono due:

  • Delimitare una zona del proprio territorio dove consentire gli insediamenti eolici e  preservare la parte restante per destinarla ad usi diversi.
  • Avviare un progetto ( di un parco eolico ) nel quale il Comune risulti promotore di una società municipalizzata in cui le quote di maggioranza siano riservate all’ente pubblico e le quote restanti siano a disposizione dei cittadini che vogliano partecipare all’impresa.

Con la prima soluzione si ottiene solo l’effetto di salvare quel poco di territorio che ancora non è stato occupato dagli insediamenti già realizzati, mentre non si riesce a contrastare minimamente l’attuazione dei prossimi, specialmente quelli la cui approvazione è già ad una fase avanzata.

La seconda soluzione permette di agire con più incisività ed efficacia, infatti, la costituzione di una municipalizzata immediatamente blocca e scavalca tutti i progetti presenti nel proprio Comune, che ancora non hanno ricevuto l’approvazione definitiva .

Con queste premesse, illustrate dal Sindaco, la conclusione logica era una sola: avviare immediatamente la consultazione popolare per verificare la possibilità di costituire una municipalizzata.   Sono trascorsi tre mesi, molto preziosi, senza che sia stato fatto niente, non se ne parla più, la politica in voga in questo momento è quella dello struzzo, nascondere la testa sotto la sabbia, con la speranza che il problema sia risolto da altri, in altre sedi. Tra i cittadini, se qualcuno ne parla, lo fa come quattro anni fa, opponendosi all’eolico per motivi che hanno scarsa validità: le radiazioni del campo magnetico, lo scarso valore economico dell’attività, la paura che le società proprietarie abbandonino gli impianti senza la bonifica dell’area, ecc. Per tranquillizzare chi è turbato da quest’ultimo motivo vorrei far conoscere che la ditta Fri-El Green Power , grazie all’impianto di Andretta e a quello di Montemurro in Basilicata, nel mese di novembre 2007, aveva avviato la procedura per la quotazione in Borsa, poi sospesa non per questioni sue interne ma solo per il momento poco favorevole dei Mercati Finanziari, a causa dei mutui sub-prime americani. Morale: dovremo cercare noi il modo per mandarle via perché di propria iniziativa queste aziende non lo faranno mai per non rinunciare a queste galline dalle uova d’oro.

Impegnati a cercare validi motivi d’opposizione, i fautori del “ no sempre e in ogni caso “ spesso trascurano di considerare l’ineludibilità del fenomeno ( come spiegato all’inizio dell’articolo) e l’enorme potenza economica che tale attività potrebbe rappresentare per la popolazione di Andretta, se fosse svolta direttamente, invece di permettere a poche ditte esterne di farlo, accontentandosi di qualche centesimo in percentuale sugli utili. Una simile iniziativa procurerebbe un impiego stabile a 10/15 persone (tra amministrazione e manutenzione) distribuirebbe il 50% degli utili tra i soci      (10 pale da 2 megawatt ognuna producono utili complessivi annuali pari a circa € 6.000.000), rappresenterebbe un volano di forza inimmaginabile, capace di promuovere e attuare tantissime iniziative coinvolgendo altre persone. Volendo sognare un pò ( alcuni progetti possono partire solo con un po’ d’immaginazione ) si potrebbe alzare il tiro e nell’atto costitutivo della società inserire alcuni requisiti che caratterizzino la nuova impresa come una ESCO.

Le ESCO, o società di servizi energetici, sono soggetti specializzati nell’effettuare interventi nel settore dell’efficienza energetica, sollevando in genere il cliente dal rischio tecnologico e dalla necessità di reperire risorse finanziarie per la realizzazione dei progetti, in quanto gestiscono sia la progettazione/costruzione, sia la manutenzione per la durata del contratto (compresa usualmente fra i cinque ed i dieci anni). Considerando l’enorme richiesta che si sta formando in Italia, in materia d’efficienza e risparmio energetico, potremmo ben affermare che il progetto che ho appena descritto in modo sommario,potrebbe avere come mercato di riferimento la Campania e le regioni confinanti. 

Questa potrebbe essere la vera e unica possibilità  per bloccare ed invertire quel lento processo d’emigrazione, isolamento, impoverimento che da circa trent’anni sembra essere il destino inevitabile della nostra comunità. Trascurata quest’occasione non resta altro che aspettare, come ho già detto nella riunione, in modo provocatorio, l’arrivo della prossima scossa di terremoto.

Io credo che tutto ciò interessi molto molto molto poco all’attuale amministrazione, ( la precedente non è stata diversa ) lo scopo vero della riunione-farsa di Dicembre non era quello di informare e risolvere il problema nell’interesse di tutta la comunità, bensì quello di fare un po’ di chiasso, di ammuina, far credere che la questione stava a cuore, dimostrare che se ne parlava, se ne discuteva   ( per confermare la posizione sbagliata di condanna dell’eolico, assunta in campagna elettorale ), contemporaneamente far calmare le acque e permettere, ( forse per qualche promessa fatta sempre in campagna elettorale ) a chi ancora non aveva completato tutte le procedure, di avere le autorizzazioni finali che avrebbero annullato qualsiasi azione intrapresa per contrasto. Molto indicativa, nel corso della riunione, quando si parlava delle possibili azioni da mettere in atto, è stata l’espressione del Sindaco, affermata più volte, di non desiderare, assolutamente, l’Amministrazione coinvolta in un’attività economica, come se questo fosse un ruolo non consono o potesse danneggiare qualcuno.

Per completezza d’informazione bisogna aggiungere che l’eolico si avvale di una tecnologia ormai matura che permette, se sfruttata, di raggiungere utili considerevoli; il costo dell’impianto è ripagato in soli tre anni, ha costi di manutenzione molto bassi e contenute spese di gestione. 

Vorrei ricordare molto velocemente i tanti vantaggi che deriverebbero dalla costituzione di una società mista ( pubblico-privata ):

  • Tutti gli utili sarebbero ripartiti tra i soci privati, gli impiegati dell’amministrazione ed i collaboratori addetti alla manutenzione sarebbero scelti tra i residenti del posto.
  • Sarebbe più facile conservare l’integrità del territorio decidendo la zona dove insediare l’impianto, senza attuare un’occupazione selvaggia.
  • Si potrebbero salvaguardare i diritti di tutti i proprietari confinanti con le particelle che ospitano i tralicci, offrendo loro, a compensazione del danno subito, la possibilità di acquistare quote della società con agevolazioni particolari.

In chiusura di quest’articolo voglio aggiungere una considerazione: la mia posizione è chiaramente a favore dell’eolico, sono tuttavia fermamente contrario alla presenza di ditte, sia esterne sia interne, composte solo da due-tre persone, che sfruttino il nostro territorio; non dico questo perché contrario alla libera iniziativa privata, anzi, e questo articolo lo dimostra senza possibilità di smentita, però dare una concessione per un parco eolico non è come dare la licenza edilizia per la costruzione di un capannone. Significa, nell’ipotesi più felice, vincolare un territorio per 2 o 3 generazioni, ricevendo in cambio una miseria. Personalmente non ritengo giusto permettere un’attività che danneggia la quasi totalità della popolazione e avvantaggia solo pochi, anzi pochissimi.

Queste due pagine di considerazioni sono rivolte ad Andretta e a tutti i paesi vicini che hanno problemi simili; vogliono essere un invito a chi concorda sull’argomento, un invito a sentirci, ad incontrarci, a contarci, a mettere insieme iniziative per sensibilizzare i cittadini e bloccare questa colonizzazione selvaggia.  

Michele D’Onghia    mido59@inwind.it

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