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Formicoso – Discarica – Sismicità del sito e distanza da centro abitato di Andretta

Posted by mido59 su 4 agosto 2008

Riporto integralmente un articolo frutto della collaborazione di due Andrettesi del Prof. Egidio Miele, ordinario dell’università di Sassari e del gen Di Guglielmo, presidente della Pro Loco. L’articolo è gia stato pubblicato sul Corriere(irpino) nell’edizione di ieri 03.08.2008, merita attenzione perchè menziona e sviluppa due aspetti della questione discarica, la sismicità del sito Formicoso e la distanza insufficiente dello stesso dal centro abitato di Andretta.

 

:«Alla fine dello scorso mese di maggio, si era ap­presa la consolante (per noi andrettesi) notizia che Pero Spaccone non rientrava nei siti di imminente apertura, e che ci sarebbe stato almeno un anno di proroga. In altri termini, Pero Spaccone era come la Vecchia Guardia napoleonica, che entrava nella mischia solo nei momenti di estrema necessità. In­vece, come a Waterloo, “avant la Garde”! I berlusconiani proclami di avere spezzato le reni all’im­mondizia erano, in effetti, poco convincenti per un andrettese come me (ricordate la definizione che De Sanctis diede di Andretta?). Pustarza, tra la frana di Ciccotonno e l’argilla da sversare, in competizione con i rifiuti, per imper­meabilizzare la seconda vasca, in pratica funziona a scartamento ridotto; a Serre, discarica in abbancamento elevato chiusa, il tentativo di abbancamento in sopraelevazione è fallito; su Macchia Soprana, stendiamo un velo pietoso; di Chiaiano e di Terzigno, niente di nuovo su tali fronti. Perché dun­que meravigliarsi dei decreti di esproprio? Nella precedente nota pubblicata su questo giornale in data 17 giugno 2008, avevo affermato, sulla ba­se di valutazioni del sito fatte con un programma satellitare, che spazi per discariche, tra le pale eoliche di Pero Spaccone, non ve n’erano, ma che comunque bisognava prepararsi al peggio. Ed il peggio è puntualmente arrivato. Sono stato facile profeta, perché i decreti di esproprio non riguardano soltanto il residuo lembo di Pero Spaccone, ma an­che il Piano e Vallone della Posta e Monte Felice (Arenara).

Quindi, niente discariche (come era logico) tra le pale eoliche, ma soltanto sul residuo lembo che con­fina con Monte Felice. Il Piano della Posta e Mon­te Felice sono stati così promossi sul campo a siti di importanza strategica nazionale. Ho letto il se­guente titolo su di un quotidiano nazionale: “Il Go­verno: sul Formicoso la discarica si farà”. Bene, la facciano pure, ma ci spieghino perché hanno espropriato il Piano della Posta e Monte Felice, che nulla hanno da spartire con il Formicoso. Ho chie­sto ai due siti se fossero orgogliosi della promozio­ne sul campo. Mi hanno espresso i loro dubbi sul­la liceità della promozione, dubbi che condivido pie­namente.

Rivolgiamo ora la nostra attenzione ad alcuni pic­coli problemi che tale nuova collocazione della di­scarica comporta, e per ben comprenderli, con­sentitemi un passo indietro. Nell’agosto del 2007 la Provincia di Avellino ha pubblicato il Piano- Pro­gramma per la gestione dei Rifiuti. Il capitolo V è dedicato alla definizione dei criteri per l’indivi­duazione delle aree idonee e non idonee alla loca­lizzazione di discariche. Vi sono criteri che hanno carattere di esclusione, di penalizzazione, oppure preferenziali. a pag. 72, un pa­ragrafo è dedicato alla distanza del­le discariche dai centri abitati. La le­gislazione nazionale (Delibera del­la Commissione Interministeriale del 27.7.1984 in applicazione al DPR 915/82) stabilisce che le di­scariche siano poste a distanza di sicurezza dai centri abitati, senza fissare una distanza minima per le fasce di salvaguardia. La Regio­ne Lazio ha fissato una fascia di ri­spetto di 1000 (mille) metri dalle aree residenziali individuabili in fa­se di macro = localizzazione (pe­rimetro dei centri e nuclei abitati in­tesi come sistemi edilizi adibiti a ci­vile abitazione e dotati di autono­mi servizi).

La Provincia di Avellino ha adottato tale limite ed ha fissato inoltre, per le cosiddette case sparse, una fascia di rispetto di 500 metri. L’arruolamento sul campo del Piano dela Posta e di Monte Felice (addirittura in fase di mi­crolocalizzazione!) , ed il conseguente spostamen­to della discarica di oltre 500 metri a sud, ha di fat­to quasi azzerato tali fasce di rispetto, come viene spiegato nel prosieguo. A nord di Andretta (cioè a sud di Pero Spaccone) vi sono due contrade, Pisciolo ed Arenara, che, quando agli inizi del secolo scor­so potevano essere raggiunte soltanto a piedi o a dorso di mulo, distavano in linea d’aria rispettiva­mente 900 e 1.100 metri.

Il tumultuoso sviluppo edilizio e della rete stradale che si è avuto dopo il ter­remoto del 1980,  ha in pratica abolito ogni soluzione di continuo tra l’abitato di Andretta e quello delle due contrade (così come è avvenuto per la frazio­ne Mattinella). Secondo il codice della strada (Dlgs 30 aprile 2002 n. 285, articolo 3, comma 1, n. 8), il centro abitato è “un insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di ini­zio e fine (di regola, ma non sempre, cioè non quando la via di accesso è unica e sfiora per meno di un centinaio si metri la periferia del centro abi­tato, come nel caso di Andretta, ndr). Per “insieme di edifici” si intende un raggruppa­mento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili (leggi orti, ndr), costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sul­la strada. Per tali motivi, oggi Arenara e Pisciolo fanno parte, a buon diritto, del centro abitato di Andretta, in quanto il limite di 25 fabbricati, con i relativi intervalli di strade e di aree ad uso pubbli­co, ecc., è ampiamente superato. E’ quanto te­stimonia il programma satellitare citato. In con­siderazione di quanto sopra, la discarica di Monte Felice-Piano della Posta-lembo di Pero Spaccone si verrà a trovare ad una distanza minima di 230 me­tri dal Pisciolo, cioè dal perimetro del centro abita­to di Andretta. Per le case sparse, il problema non si pone: qualcuna “insiste” proprio sulla eventua­le discarica.

Per non tediare il lettore, riassumo brevemente gli altri criteri che fanno considerare inidoneo per l’im­pianto di una discarica il nuovo sito di Monte Feli­ce-Piano della Posta: 1) elevata sismicità della zo­na. In proposito il prof. Ortolani, ordinario di Geologia dell’Università Federico n di Napoli, si è così espresso: “Si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche, rappresentate da fratture che interessa­vano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito di Pero Spaccone non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, co­me del resto prescrive anche la legge italiana. 2) cen­tro abitato di Andretta sottovento alla discarica; 3) area agricola di pregio storicamente consolidata (oggi il grano lo diamo come biada agli equini, per­ché, secondo la Confagricoltura, i nostri granai tra­boccano ed il grano ammuffisce) ; 4) noto sito ar­cheologico del paleolitico inferiore e medio. Ri­guardo alla soggiacenza della falda acquifera, alla distanza di rispetto dal punto di captazione di ac­que potabili, ed alla natura del suolo, lasciamo queste sorprese ai solerti tecnici che verranno a valutare l’impatto ambientale della discarica non più su Pero Spaccone, ma sul nuovo sito Piano del­la Posta-Monte (ex) Felice- lembo di Pero Spacco­ne. Due piccole curiosità: 1) Monte Felice ospita at­tualmente un agriturismo. Quando l’agriturismo sarà a contatto diretto con la discarica, gli ospiti invece di imparare a mungere mucche o piantare insalata, potranno allenarsi a combattere l’emer­genza rifiuti; 2) l’assenza del sindaco di Andretta in questi giorni caldi era dovuta ai suoi impegni per il gemellaggio con una cittadina USA. Il prossimo anno, a discarica impiantata, di tali impegni non ne avrà più».

Una Risposta to “Formicoso – Discarica – Sismicità del sito e distanza da centro abitato di Andretta”

  1. La Regione Campalia con dgr 5447/2002 ha stabilito quali siano le aree a sismicità elevata tra cui vi è anche il Comune di Andretta (vedasi cartografia ufficilale). Mi domando allra com’è possibile che proprio Bertolaso che regge le sorti della protezione civile possa farsi carico di un sopruso del genere assumendosi la responsabilità di un evento che, se si dovesse verificare, avrebbe delle conseguenze disastrose per l’area a per le falde acquifere sottostanti. Ifatti in caso di evento sismico nessuno potrà garantire che i teli, necessari per l’isolamento, possano reggere al fenomeno… potrebbero lacerarsi e far penetrare nel terreno il percolato. Possibile che non esista un magistarto che possa fermare questa persona che mette a rischio la salute dei cittadini?
    Inoltre rammento a tutti che il Decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 art. 5 recita: 1. Le regioni, sentite le province ed i comuni, nel rispetto dei principi e delle finalita’ di cui agli articoli 1, 2, 3, 4 e 5, ed in conformita’ ai criteri stabiliti dal presente articolo, predispongono piani regionali di gestione dei rifiuti assicurando adeguata pubblicita’ e la massima partecipazione dei cittadini, ai sensi dell’art. 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
    2. I piani regionali di gestione dei rifiuti promuovono la riduzione delle quantita’, dei volumi e della pericolosita’ dei rifiuti.
    3. Il piano regionale di gestione dei rifiuti prevede inoltre:
    a) le condizioni ed i criteri tecnici in base ai quali, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, gli impianti per la gestione dei rifiuti, ad eccezione delle discariche, possono essere localizzati nelle aree destinate ad insediamenti produttivi.
    Mi chiedo quindi come puo Bertolaso andare in deroga ad una legge che, rinviando alla regione e vieta la costruzione di discariche in aree altamente sismiche e dove tra l’altro passa anche una faglia?
    Franco

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