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BASTEREBBE UN SOFFIO

Posted by mido59 su 26 febbraio 2009

fotoeolico

Pubblico un articolo  che ho scritto quasi  cinque  anni  fa  ed  è  apparso   il 30 aprile 2004 sul sito  www.comunediandretta.it.   Dopo tutto questo tempo è disarmante costatare che la situazione è rimasta pressochè immutata: stesso atteggiamento delle amministrazioni, stessa difficoltà a parlare di eolico come mezzo di sviluppo per le popolazioni, stessa politica delle poche aziende che gesticono l’intero settore;  insomma sembra che la lotta di Don Chisciotte contro i mulini a vento sia ancora attuale  e tutta da combattere.

BASTEREBBE UN SOFFIO

L’eolico rappresenta ormai una realtà, buona o cattiva, da affrontare e gestire nel modo migliore, però quanto succede da noi in questi mesi non permette di pensare che ciò si stia realizzando.

La nostra comunità, come i paesi vicini e gran parte delle zone montane dell’Italia Meridionale, presenta due schieramenti diametralmente opposti sull’argomento.

Il primo, legato alle amministrazioni locali, è nel complesso favorevole alla presenza degli impianti nel territorio comunale delegando però ( per ignoranza, per apatia, per disinteresse per la comunità, per interesse personale ? ) la realizzazione e la gestione dei Parchi Eolici ad una delle poche ditte operanti nel settore a livello nazionale. In questo modo si accettano poche briciole costituite da un contributo una tantum e una misera percentuale sull’energia prodotta per tutta la durata della convenzione a fronte di rischi molto alti e di un prezzo salato in termini di svalutazione del territorio, pagato in modo più diretto da pochi cittadini proprietari dei terreni limitrofi agli impianti e in modo indiretto da tutta la popolazione residente.

Il secondo schieramento, costituito da cittadini e da varie associazioni, ha una posizione dì rifiuto netto verso l’eolico e verso tutto ciò che sa di tecnologia. La chiusura totale ha impedito di cercare, valutare e proporre soluzioni alternative. Per giustificare tale atteggiamento sono stati tirati in ballo vari motivi. Alcuni sono validissimi e anche molto gravi come il deprezzamento dei terreni per un’ampia parte dei cittadini e l’impatto ambientale, causato da forma e dimensione dei tralicci su cui sono montate le pale, che pregiudicherà sicuramente un futuro utilizzo dei tenitori nel settore turistico; vi sono timori che durante la realizzazione delle fondazioni possano essere sepolte illegalmente scorie inquinanti; vi è la paura (con deboli basi scientifiche) del campo magnetico che si crea intorno alla navicella e del suo effetto nocivo, infine c’è la convinzione, completamente errata, che la produzione d’energia elettrica utilizzando la forza del vento non sia attività remunerativa, pertanto si teme che queste iniziative sorgano solo per accedere ai contributi europei ed essere abbandonate subito dopo, appunto per la scarsa remunerabilità, senza smontaggio delle strutture e senza la necessaria successiva bonifica dei territori.

Queste sembrano apparentemente le uniche soluzioni possibili: permettere ad una ditta esterna di sfruttare il nostro territorio oppure rifiutare a priori tutto ciò che riguarda l’eolico?

L’articolo allegato è tratto da un giornale mensile di ISES ITALIA (associazione tecnico- scientifica per la promozione dell’utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili).”in esso sì parla di un’iniziativa avviata e gestita dal Comune di Specchia in provincia di Lecce, in una forma che interessa moltissimo noi perché è utilizzata una società con la partecipazione del Comune in qualità di socio azionista principale e di tutti i cittadini che credono in questo progetto.

Un Parco Eolico progettato realizzato e gestito da una società composta esclusivamente dal nostro Comune e da privati credo che potrebbe rappresentare una svolta per la nostra comunità, provo ad individuare vantaggi derivanti da tale iniziativa;

* Localizzazione dell’impianto Questa società in accordo con amministrazione e cittadini potrà scegliere la sede più adatta per l’impianto, scegliendo magari territori comunali per ridurre l’effetto di svalutazione che riguarda i terreni limitrofi, oppure compensando questa svalutazione con agevolazioni per l’acquisto delle quote societarie riservate ai proprietarì maggiormente penalizzati.

* Impatto Ambientale Scegliendo una zona ben delimitata si eviterà di trovare tralicci sparsi su tutto il territorio comunale quindi i terreni conserveranno il giusto valore e potranno essere utilizzati in agricoltura, nel turismo o in qualsìasì altro settore senza nessuna limitazione.

* Sicurezza durante i lavori Non ci sarà più il rischio di possibili occultamenti di scorie nocive in quanto la realizzazione dei tralicci e delle infrastrutture sarebbe riservata a tecnici e personale esclusivamente locale.

* Campo Magnetico Delimitando il territorio interessato anche il Campo Magnetico non sarebbe più un pericolo, ammesso che lo sia veramente disponendo a caso gli impianti su tutto il territorio comunale.

* Remuneratività Questo rappresenta l’aspetto più interessante della questione ma è anche il meno conosciuto, Si pensa che un Kwh dall’eolico abbia un costo di produzione di circa 300/400 lire, quindi l’Enel o qualsiasi altro gestore non potrà acquistare un prodotto ad un prezzo maggiore di quello praticato ai propri clienti quando lo rivende. La realtà è ben diversa; l’attuale tecnologia garantisce già adesso energia al prezzo di lire 100 ogni Kwh, inoltre si prevede di raggiungere a breve l’obiettivo di 70 lire. Alla luce di queste ultime considerazioni un’impresa in questo settore ha tutti i requisiti per essere avviata, potrebbe portare un’ingente quantità di denaro nelle casse del Comune e di tutti i cittadini coinvolti, permetterebbe di programmare tantissimi interventi, sul territorio, nel sociale, favorire attività collaterali quindi agire come un volano per tutta la cittadinanza. Per ultimo credo sia quasi superfluo ricordare che tutto il personale indispensabile per la gestione, tecnica e amministrativa, sarebbe al 100% locale.

L’unico   svantaggio  che   sono   riuscito   ad   individuare,   se  si realizzasse la soluzione che ho esposto, è rappresentato dallo sforzo, dall’impegno che sarà necessario per mettere insieme tante persone, per discutere e trovare una soluzione comune, per vincere i personalismi e puntare un pò più in alto.

Spero che l’articolo susciti altri interventi e nuovi contributi all’argomento.

Michele D’Onghìa

 

Articolo tratto dal mensile ISES ITALIA(associazione tecnico-scientifica per la promozione dell’utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili):

UNA SOCIETÀ’ AD AZIONARIATO POPOLARE PER L’EOLICO IN PROVINCIA DI LECCE

Il Comune di Specchia, in provincia di Lecce, ha avviato un innovativo progetto di sviluppo che prevede la creazione di una società ad azionariato popolare per la realizzazione di centrali eoliche,

L’Amministrazione di Specchia ha già realizzato un generatore eolico da 660 KWp costituito da una turbina alta 50 m. in funzione dal novembre 2002. Ad oggi l’impianto ha realizzato una produzione di circa 900.000 KWh, ricevendo dal GRTN certificati verdi per 90.000 €, più altri proventi che verranno dall’energia venduta ll’Enel. L’Amministrazione comunale intende ora installare altre 4 macchine eoliche della stessa taglia e nello stesso sito che si è rilevato molto produttivo per la sua particolare esposizione al vento.

A questo scopo l’Amministrazione comunale intende creare una società con azionariato popolare aperto a tutti coloro che intendano investire i propri risparmi in questo interessante progetto.

Sul sito internet del Comune è disponibile un modulo con i! quale i cittadini, non necessariamente residenti sul territorio di Specchia, possono aderire al progetto, dichiarando di voler partecipare come azionisti della società che il Comune di Specchia intende creare per la realizzazione del nuovo parco eolico e di voler investire una somma da stabilirsi a seguito della definizione dei termini e delle condizioni specifiche, II Comune ha già avviato l’esame delle numerose domande pervenute per la costituenda società.

   

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