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L’Eolico e la Zonizzazione ad Andretta

Posted by mido59 su 22 ottobre 2009

RHUSSO  Pasquale Russo   -    Andretta Elaborazione

RHUSSO Pasquale Russo - Andretta Elaborazione

 
 

 Il Consiglio Comunale del 12 ottobre 2009 potrebbe rappresentare, per Andretta e per i cittadini dell’Alta Irpinia, la prima tappa di un percorso di difesa, gestione e valorizzazione del territorio, con uno sguardo al futuro.  Ho usato il condizionale perché occorrerà attendere la verifica di alcuni aspetti. 

 E’ stato deciso di vincolare il territorio di Andretta vietando l’installazione di nuovi parchi eolici, nelle zone non ancora occupate dagli impianti. Chiaramente ciò sarà valido solo per i nuovi progetti privi di autorizzazione definitiva da parte della Regione Campania, infatti, non sarà possibile bloccare la realizzazione del parco previsto in località Cervino (quello dell’IVPC, con 17 torri di cui 10 nel comune di Andretta), perché lo stesso già definitivamente autorizzato.

IL PROPOSITO E’ OTTIMO, però si potrà dare un giudizio definitivo solo quando sarà resa pubblica (spero vivamente che ciò avvenga) la mappa che delimita le zone occupate e indica quelle da preservare.

I dubbi non mancano. Alcune considerazioni sono d’obbligo. Siccome il consiglio comunale, per sua natura intrinseca, non prevede il dibattito con il pubblico, salvo interventi di cittadini di provata appartenenza politica amministrativa, esporrò in questo documento alcuni punti che considero degni di riflessione.

Tra le tante cose dette, alcune affermazioni della maggioranza esigono una replica perché rappresentano delle bugie.

  • Il sindaco ha accusato l’attuale minoranza di non aver avviato, negli anni precedenti il 2007, il processo di zonizzazione e regolamentazione del fenomeno eolico. All’attuale minoranza, possono essere rivolte tante altre accuse sull’eolico (che ho espresso chiaramente in vecchi articoli) ma di sicuro è da escludere questa. La zonizzazione come strumento di difesa a disposizione dei comuni è stata prevista dalla 387/2003, ma la stessa legge è diventata operativa solo nel dicembre 2006, quindi la vecchia amministrazione avrebbe avuto a disposizione solo tre mesi, per giunta a fine mandato.  
  • Sempre a proposito del progetto IVPC di Cervino, è impressionante il rammarico, mostrato dal sindaco e da qualche altro consigliere (forse sono stati istituiti corsi di teatro per tutti gli amministratori), per la precedente crisi amministrativa e quindi  per non aver potuto impedire l’approvazione del progetto da parte della regione Campania. Anche in questo caso la bugia è di ordine tecnico: la  Conferenza dei Servizi (unica opportunità dove è possibile esporre elementi ostativi all’autorizzazione definitiva), come indica la legge 387/2003, ha durata massima di 180 giorni, pertanto se consideriamo la data del 13 marzo 2008 come inizio della procedura, possiamo dedurre che tutto l’iter è terminato all’incirca nel mese di ottobre 2008, qualche settimana prima della caduta dell’amministrazione. Questo dimostra che non è mancato il tempo bensì l’intenzione di impedire il parco eolico.
  • Questa conclusione logica si rafforza considerando questa semplice domanda: se l’Amministrazione avesse anticipato questo consiglio comunale già nel dicembre 2007 o gennaio, febbraio 2008, e se poi il sindaco fosse andato in Conferenza dei Servizi con la delibera di Consiglio, noi avremmo avuto lo stesso risultato? La regione Campania avrebbe potuto deliberare la concessione definitiva sul progetto eolico?

Infine come tralasciare la patetica rilettura, da parte del sindaco, delle sue dichiarazioni fatte in Conferenza dei Servizi il 13 marzo 2008: ha rammentato a tutti la sua pessima figura fatta con la dichiarazione di accordo di massima sulla realizzazione del parco.   

Spero che queste considerazioni siano lette con lo spirito giusto e non siano interpretate come frutto della mia passata presenza nella lista dell’attuale minoranza. La mia posizione è quella espressa nei primi tre righi di quest’articolo, espressa chiaramente e senza possibilità di smentita, anche in campagna elettorale. Quest’obiettivo impone di mettere da parte tutte le storie passate e impone a tutti di impegnarsi e collaborare per raggiungere lo scopo. L’invito è rivolto anche alla minoranza che, in consiglio comunale non è stata molto chiara nei motivi di opposizione al punto 7 dell’ordine del giorno.

Per dare anch’io un contributo costruttivo voglio invitare la maggioranza a tenere presente due punti importanti:

  • Il primo riguarda la mappa che delimita le zone del territorio comunale già occupate dagli impianti eolici. Qualche contestazione c’è stata già durante il dibattito, si è parlato di mancata pubblicità del documento, persino nei riguardi dei consiglieri di minoranza; personalmente ritengo giustificata la contestazione e invito la maggioranza a fissare una pubblica assemblea per illustrare a tutta la popolazione, la bozza del documento, accogliendo eventuali suggerimenti, ma principalmente l’incontro dovrà servire per illustrare agli andrettesi i criteri scelti e utilizzati per l’individuazione delle singole zone del territorio di Andretta. I criteri dovranno tutelare innanzitutto il pubblico interesse, senza privilegiare o danneggiare singoli cittadini.

Sempre in nome di quella famosa e abusata trasparenza.

  • Il secondo punto è rappresentato dal suggerimento di non passare da un estremo all’altro. Dalla mancanza assoluta di norme e regolamenti sarebbe sbagliato passare al divieto assoluto di tutto. Nel fissare i divieti da rendere operativi nelle zone vergini del nostro territorio, suggerisco di preservare il minieolico fino a un massimo di 60 kW (attualmente è richiesta solo la DIA) e gli impianti fotovoltaici fino a 20 kW. Questi non comportano rischi di imbarbarimento del territorio, e nello stesso tempo rappresentano delle possibili valide forme d’integrazione dei redditi agricoli.  

             Michele D’Onghia

2 Risposte to “L’Eolico e la Zonizzazione ad Andretta”

  1. complotto said

    1) La Nave di Schietti per produrre energia dal vento.

    http://domenico-schietti.blogspot.com/

    Gli impianti fissi per la produzione di energia eolica vengono osteggiati perchè deturpano il paesaggio, uccidono gli uccelli e hanno poca resa. Invece ci sono zone di mare in aperto oceano in cui il vento soffia costantemente per alcuni mesi all’anno che possono essere raggiunti con impianti mobili collocati sulle navi di Schietti. Milioni di marinai potrebbero guadagnare anche 1.000 euro al giorno con le navi di Schietti partendo con i serbatoi vuoti, riconducendole in porto dopo alcune settimane con i serbatoi pieni di idrogeno o aria compressa

    2) Gli aerei aliante in grado di sfruttare i venti di alta quota.

    Gli Aerei di Schietti partono con i serbatoi vuoti e grazie ad apposite turbine eoliche riempono i serbatoi di aria compressa o idrogeno, tornando quindi con i serbatoi pieni. In poche ore, tutti i giorni, sarebbe possibile guadagnare anche 5 mila euro e quindi dare lavoro a milioni di piloti.

    3) Questi prodotti e il suo inventore, Domenico Schietti, vengono boicottati come la Serpentina di Schietti, perchè si tratta di un complotto globale, è spiegato benissimo su questo sito

    http://domenico-schietti.blogspot.com/2009/10/la-storia-del-potere-in-base-al.html

    4) Ci sono aziende che hanno convenienza quando aumentano i problemi e quindi che si sono unite per creare un governo mondiale ombra e una fitta rete di agenti incaricati di creare il caos in tutto il mondo per causare guerra, povertà, cambiamento climatico.

    • cicalina said

      Sui punti dall’ 1 al 3 sono d’accordo.
      La varietà di soluzioni porta sempre più vicini all’ottimizzazione delle risorse.
      Sul punto 4, credo tu abbia letto un po’ troppo Eco e Brown…

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