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La pineta su Monte Airola

Posted by mido59 su 15 agosto 2010

Perchè è stata tolta la catena che impediva il transito delle auto lungo il viale della pineta ?

Perchè non sistemare una  qualsiasi barriera o non istituire un divieto di accesso che impedisca ai tamarri locali, di attraversare la pineta in macchina, sistematicamente con braccio al finestrino? (vorrebbero arrampicarsi persino sulla croce, in macchina). Inoltre  ne consegueguirebbe che  tutti gli alcolizzati che portano intere casse  di birra e poi lasciano le bottiglie vuote in bella mostra sull’altarino o sulla base della croce, dovranno fare un pò nel culo e portare a piedi le casse per circa 500 metri.

Chi ha voglia di girare in macchina e non di passeggiare nella pineta, può farlo agevolmente lungo tutto il Formicoso.

E’ curioso constatare che gli andrettesi non residenti e tutti i turisti, tranne i napoletani e i casertani, lasciano civilmente la macchina nel piazzale prima dell’entrata e continuano, a piedi, seneramente e spontaneamente.

E cchè cazz!!!!

7 Risposte to “La pineta su Monte Airola”

  1. betamax said

    Categorizzare è sempre pericoloso, però a volte cristallizza una situazione nella sua nuda e pura veridicità.Che c’entriamo noi coi napoletani e con i casertani? Speriamo non invadano il nostro paesino, visto ormai l’eccessiva facilità d’acquisto dei nostri fabbricati. Il “numero” a tutti i costi non ci porta per forza ad una maggiore vivibilità.

    • mido59 said

      L’auspicio è condiviso.
      Il problema vero però non è rappresentato dagli esterni ma, disgraziatamente, da alcuni nostri concittadini e dall’isufficiente rispetto della cosa pubblica e degli altri.

    • mido59 said

      per betamax –
      ho provato ad inviare una mail al tuo indirizzo però è ritornata indietro. Puoi inviarmi indirizzo alternativo a: mido59@inwind.it ?
      michele D’Onghia

      • giuseppe said

        Il tesoro (manco tanto) nascosto.

        Ed anche Conza, dopo Calitri, ha saputo valorizzare le proprie ricchezze. Oggi a Canale 5 c’era un servizio dedicato proprio a Conza.
        Il nostro paese, forse tra i più belli dal punto di vista paesaggistico (una foto dall’Arenara verso Andretta dice più di tante parole…), invece arranca, come sempre !!
        Bisognerebbe scrollarsi di dosso un po’ di torpore.
        E valorizzare le idee,da qualunque direzione vengano.
        Naturalmente se qualcuno ne avesse…

  2. mido59 said

    per giuseppe –
    le tue considerazioni possono essere un ottimo punto di partenza per mettersi in gioco con proposte e suggerimenti, chiaramente l’invito è rivolto a te e a chiunque abbia qualcosa da dire, e il coraggio di farlo, perchè spesso una voce fuori dal coro è considerata stonata, sempre e comunque. Se il coraggio (condito con un pò di incoscienza) non viene dai giovani che sono naturalmente delegati a decidere il futuro, che speranze possono esserci per Andretta nei prossimi anni?
    Giusta la tua considerazione “da qualunque direzione vengano”. Hai centrato un problema vero per Andretta, grosso quanto una montagna, che spesso blocca qualsiasi iniziativa. Nel nostro paese ci sono ottime energie ma tutte come cani sciolti. Manca il collante che permette di tenerle insieme e farle lavorare per un obiettivo comune.
    In una mia vecchia proposta, che forse potrebbe rappresentare un mattone (mattoncino) nella costruzione di una nuova mentalità, dicevo di usare, anzi di abusare, della Pro Loco per farla diventare la direzione di tutte la iniziative riguardanti il nostro paese. Nel mio film vedevo l’Ente impegnato in tutti i 365 giorni dell’anno e con la disponibilità ad occuparsi sia delle attività culturali sia delle attività più vicine all’economia con ricadute positive sull’occupazione, per un maggiore benessere diffuso e migliore vivibilità. In questo film sono indispensabili due elementi: PRIMO- è necessario che ci sia un’invasione della Pro Loco da parte di nuovi iscritti (possibilmente giovani) che possano PESARE e DETERMINARE gli indirizzi futuri dell’Ente; SECONDO- è necessario che il FORUM GIOVANILE svolga un ruolo più attivo e sia da collaboratore/controllore dell’azione della Pro Loco.

    • ventoesole said

      Oggi,davanti al bar (ma sempre e in ogni luogo…), i soliti commenti:
      1) In questo paese non c’è niente
      2) La gente continua a morire
      3) La gente se ne va
      4) In questo paese non c’è da fare niente (come lavoro).

      Personalissima analisi in risposta alla solita zuppa:

      1) Se nessuno fà niente (e si lamenta solo) è naturale che sia così.
      D’altronde,chi lo dice,spesso è un emigrato frustrato,forse non ha trovato altrove l’Eldorado che sperava…
      2)E vorrei vedere !! Trovatemi un solo luogo al mondo dove esista la Fontana dell’Eterna Giovinezza e ci fionderemo tutti all’istante!!
      3)e 4)Vero, purtroppo l’analisi delle ragioni sarebbe lunga,complicata e mai completamente esaustiva.
      Non sempre, chi se ne va,lo deve solo a reale impossibilità di vivere qui.Spesso lo fà perchè è più comodo tenere il proprio cervello “a riposo”, e delegare ad altri le responsabilità di fare impresa (anche piccola,microscopica).
      Le idee più semplici sono anche quelle con meno rischi e che funzionano.Andrebbe spiegato.
      E così, spessissimo,gli emigrati lamentosi (i più noiosi) si spendono in paragoni improponibili (un esempio:”eh, è meglio New York di Andretta !!! NO COMMENT !!).
      Inoltre non esattamente tutti gli emigrati da Andretta lavorano al CERN di Ginevra !! Molto più spesso fanno lavori normalissimi, che avrebbero potuto anche fare qui.
      Non è una Filippica contro gli emigrati,ma contro chi,senza averne neanche le palle,trova sport facile nel pianto e lamento greco…

  3. Una riflessione breve e complessa per Andrettaweb.com

    Ho letto , ormai da alcuni giorni i due commenti inseriti nell’ articolo sul degrado dell’ Airola.
    Ne ho anche parlato , personalmente, con Michele nelle ultime settimane del mio soggiorno estivo.
    Parlo da Presidente e cofondatrice di HERA-KlèS(Toscana e Campania) che è una ass di promozione sociale sec L383/2000…oltre ad essere un Centro di Ricerca e Formazione
    Lancio alcuni spunti di riflessione, strettamente correlati all’ attuale periodo storico di HK

    • Una associazione può e deve essere attiva 365gg su 365 gg/l’ anno>>>> questo però non vuol dire che tutta l’ attività è rivolta e visibile all’ esterno: questo ha a che fare con la necessaria scansione dei tempi di programmazione, progettazione, ricerca fondi e partecipazione ai bandi , diffusione e distribuzione, realizzazione , valutazione e verifica e …tristis in fundo :tesoreria e bilancio finale.
    • Insomma ce vò tiempo , pazienza e passione e tanta energia , per fare una azione evidente al pubblico degli utenti e della collettività.
    • Il tempo di apparente inattività, in stand by , è sempre e comunque un tempo attivo , di riflessione interna e di ricerca creativa : è un tempo di maturazione prima di passare a un nuovo progetto/intervento etc.
    • Una associazione, attiva 365/365gg , non può operare a 360° ovvero non può operare a tutto tondo, in tutte le direzioni possibili dell’ intervento umano e sociale, pena il rischio di una superficializzazione del suo stesso operato.Occorre identificare una”mission” principale e poi operare a partire da codesto punto centrale. Per una PRO LOCO è buon senso immaginare che la mission sia il luogo, il paese, la contrada e non le passioni /competenze dei soci attivi.
    • Però una associazione , nella scelta della programmazione a media e lunga scadenza, non può prescindere dall’ attenersi all’ oggetto sociale ( parola italiana per indicare la mission), così come è espresso ed articolato nei primi articoli dello statuto : ovvero così come è stato pensato, voluto e deciso AB ORIGINE.
    • Una associazione tiene necessariamente conto delle competenze professionali e delle passioni culturali, intellettuali, artistiche, di conoscenze ed impegno civile dei propri soci : in primis dei soci fondatori, in secundis dei soci attivi, volontari , professionisti e sostenitori, che vi si avvicinano, si iscrivono, partecipano, condividono e collaborano, sostengono..ad ognuno la scelta del verbo/azione preferita.
    • I DUE punti precedenti devono necessariamente integrarsi ..è un processo lento e continuo
    • L’ Integrazione tra il contenuto fissato nello/ dallo statuto e le esigenze/ i bisogni/ le proposte emerse e apportate da nuovi soci non può passare attraverso una azione di irruzione massiccia in associazione , con il semplice passaggio di “ fare nuove tessere”, così come sembra prospettare Michele D’O.
    • Il tesseramento è un atto dovuto e documentato, sempre, per le ass prom soc: è un atto che documenta e finalizza tutto il primo passaggio economico che serve a sostenere , a malapena, le spese di gestione delle associazioni. Non è strettamente indispensabile per le organizzazioni di Volontariato..ma sempre consigliato. È un atto di profonda democrazia e di impegno civile.
    • NON basta un tesseramento di massa ( ovvero una IRRUZIONE di massa in una associazione conosciuta o misconosciuta e lontana dai propri reali interessi/competenze/passioni ) per cambiare l’ orientamento e la programmazione di una associazione>>> come pure NON basta un de-tesseramento, una massiccia defezione dei soci attivi per considerare chiusa l’ attività e l’ oggetto sociale di una associazione ( sto parlando di HERA-KlèS) : tutto passa per assemblea e consiglio, verbali e modifiche registrate dello statuto e si chiude con una realistica ed onesta verifica.

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